Cazzo, Donald Trump ha vinto le presidenziali USA!

Razzista, sessista, guerrafondaio, GOMBLODDOOOOOOOO!!!

No, mi spiace, non mi calo in questo tipo di discussioni, di politica ne capisco poco o niente e lascio le chiaccherate della domenica agli anziani del Bar Luna che tra un giro a tresette e uno sprizzetto acqua e vin risolvono i più grandi problemi del mondo.

A me sorprende come Trump abbia potuto vincere nonostante la tanto amata (forse non così tanto a sto punto) Ilaria fosse decisamente in testa su tutti i sondaggi (Huffington Post la dava con più del 90% di possibilità).

Quindi mi sono chiesto, come ha fatto a spuntarla? Non era dato per spacciato?

Per rispondermi ho scritto questo post dove ci sono un po’ di considerazioni personali e molti spunti presi da altri esperti (e molto più esperti di me) di marketing (in fondo al post cito le fonti).

La risposta è semplice, Trump ha un team di marketing con i controcazzi che ha puntato sulla strategia giusta!

Ah, e cosa non da poco, lui è uno SHOWMAN!

Ecco alcuni punti dove Donald ha giocato forte:

  • La tecnica dello shock!
    Lui le ha sparate grosse, anzi, GROSSISSIME! Dal muro tra USA e Messico, al rapporto con le donne, al fatto che voleva contestare le votazioni nel caso non vincesse lui e tanto altro ancora. L’importante era far notizia! Ha fatto suo un detto molto popolare,
    “Bene o male, l’importante è che se ne parli”.

Al giorno d’oggi, i colossi della distribuzione delle informazioni (Google e Facebook in primis) premiano le notizie che più, come si dice tecnicamente, creano più engagement.
Si, perché quando una notizia viene commentata, condivisa e ricondivisa questa viene continuamente rimbalzata in testa ai risultati. Non importa che venga condivisa perchè la si appoggia o perchè la si vuole usare come sfottò, per i motori di ricerca è un punto in più per quella notizia e questa viene sparata in alto.

In questi giorni ho visto paragonare Trump a Berlusconi e devo dire che in molte cose sono simili. Vi ricordate le ultime elezioni? Silvietto era indietro nei sondaggi.. ha sparato due bombe:
via l’IMU e prendo BALOTELLI al Milan!

Taaac, 3 2 1 e si è preso il 15% dei consensi in più!
Bravo Silvietto 😉

  • Ha puntato molto sui Social.

Anche Hilary lo ha fatto, guai a chi dice il contrario. Ma mentre Ilaria ha fatto una campagna elettorale tradizionale con l’aggiunta dei social, Donald ha basato tutto su questi nuovi mezzi per cercare il dialogo con gli utenti. Tanti utenti! Infatti, sia a livello di followers che di reach, Trump surclassa la Clinton senza passare dal via.
Iniziata la campagna i numeri del repubblicano crescevano vertiginosamente, mentre quelli della candidata democratica salivano molto più a rilento.
Ecco i loro profili Twitter e Facebook, giusto per farvi un’idea.

TWITTER

clinton_twitter

trump_twitter

Anche come numero di Tweet vince a mani bassi il tycoon, con più del triplo di cinguettii inviati. Questo sta a significare una presenza più assidua ed efficace.

FACEBOOK

fb_clinton fb_trump

  • Ha parlato ai cosiddetti Millennials con il loro linguaggio e i loro strumenti.

Lo ha fatto grazie a Snapchat, social amato dai più giovani. Lo ha fatto per cercare il dialogo direttamente con loro e ha chiesto  csa si aspettassero da lui.
La Clinton invece, anche qui, si è fermata a fare autopromozione comprando spazi pubblicitari per far girare il proprio messaggio.

  • Già detto, ma ripeto: è uno showman di prim’ordine!
    Sa parlare, sa comunicare, sa usare il tono di voce che serve, SA COINVOLGERE!
    Unite questa dote ad un buon utilizzo dei social ed il gioco è fatto!

Poi direte, chissà quanto ha speso il tycoon newyorkese per questa campagna?
Molto meno della candidata rivale. Ecco quanto secondo il Washington Post

washington-post

Questo per dire che una buona comunicazione (passatemi il termine, la intendo dal punto di vista tecnico) vale molto di più dei budget di advertising.

 

CONCLUSIONI

In generale, il neo Presidente è stato molto più aggressivo nei modi ed ha sicuramente osato molto di più, mentre l’ex first lady ha condotto una linea molto tradizionale.

Sicuramente non è stata una bella campagna elettorale, fatta di sfottò, di critiche, di accuse reciproche tra i due candidati, dichiarazioni fuori dal comune e poche vere proposte significative (vorrete mica dirmi che il muro tra USA e Messico ha senso no?)

È stata si l’elezione più digital, ma anche quella più brutta degli ultimi anni.

Onestamente rimpiango la semplicità di Obama, che quattro anni fa festeggiò così, abbracciato a sua moglie Michelle.

obama_four_more_years

 

Fonti: Marco Montemagno, Washington Post, PopUpMag.it, Mention.com

 

 

Written by Antonio Baldinazzo