“Jarvis sveglia! Che tempo fa fuori?!
Chi non ha mai sognato di svegliarsi la mattina come Tony Stark e chiedere al proprio Jarvis tutte le informazioni necessarie?
Personalmente è dal 2008 (anno di uscita del primo episodio di Iron Man) che sbavo per avere un sistema come quello!

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Pensate alla semplicità di questo “gesto”. Nessun oggetto da prendere in mano, nessun microfono verso cui direzionare la propria voce, nessun pulsante da premere. Basta parlare ed il vostro assistente virtuale vi risponderà in men che non si dica.

Ovviamente fino a qualche anno fa questa era pure fantascienza, qualcosa che esiste solo nei film hollywoodiani, ma ora le cose stanno cambiando e le principali aziende tecnologiche si stanno muovendo verso questa direzione.

Probabilmente la prima è stata Apple con il suo sistema Siri.
Pensate a quanto è migliorato negli ultimi anni! Ormai non serve più nemmeno pigiare il tasto Home per attivarlo, basta dire “Hey Siri” e poi porgli qualsiasi domanda vi frulli in testa e vi risponderà immediatamente. Addirittura con il mio nuovo MacBook Pro potrei dettare a Siri il testo di questo post per il mio blog, fissare in agenda l’appuntamento per la prossima riunione o decidere quale playlist di Spotify senza mai toccare la tastiera.

Google ha introdotto la funzione “Ok Google”. Inutilizzabile a parer mio..
Microsoft ha creato Cortana! Mai utilizzato questo assistente, quindi non posso esprimermi a riguardo.

Poi la svolta.
Perché non portare questi assistenti vocali anche in casa?

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Ecco Amazon che presenta Echo con la sua assistente vocale Alexa. Un cilindro che collegato alla rete internet di casa vi permette di fare un sacco di cose senza nemmeno avvicinarvi, come prenotare un passaggio su Uber, sapere la situazione del traffico o fare la spesa su Amazon.
Poi di nuovo Google con Home. E di nuovo Apple che ha sviluppato il software per integrare la domotica di casa e molto altro (anche se al momento non ha ancora un dispositivo dedicato).

Un bel giorno dal nulla però salta fuori Mark Zuckerberg con questo video dicendo:

Ehi ragazzi, sapete cosa ho fatto nel mio tempo libero? Ho sviluppato un intelligenza artificiale per la mia casa e l’ho chiamata Jarvis (si, anche Mark è un grande fan di Iron Man).

Non è ancora un prodotto, non si può comprare ne provare. Al momento ce l’ha solo lui in casa ma sta continuando a lavorarci per migliorarlo ( se volete sapere come funziona, ecco un articolo di Wired dove trovare alcune indicazioni)

Che rivoluzione! La cosa incredibile è che questi sistemi sono programmati per conoscervi ogni giorno di più e per darvi informazioni sempre più precise.
Pensate di arrivare a casa e dire “Jarvis, metti un pò di musica”, il sistema conosce già i vostri gusti musicali e sceglierà autonomamente quale canzone farvi ascoltare.

Ogni giorno che passa Jarvis vi conosce sempre meglio e raccoglie una tonnellata di dati su di voi, su cosa vi piace, sulle vostre abitudini. Informazioni che per i social network sono oro colato. Già, perché la potenza di Facebook sta nella dettagliata segmentazione del pubblico da poter rivendere agli inserzionisti; più informazioni regaliamo a Zuckerberg, più lui sarà in grado di tracciare un perfetto identikit di chi siamo e gli inserzionisti potranno raggiungerci più facilmente ed in modo mirato.

Perché investire tempo e denaro in questo tipo di progetto?
Beh, pensate che il social blu lo scorso anno ha fatturato più di 5 miliardi di dollari con le inserzioni a pagamento!

Amazon, con Echo, ha già iniziato a farlo! Più chiedete informazioni, più vi conosce e meglio potrà consigliarvi per le offerte del giorno dal proprio store.
Oltre al fatto che accorcerà ancora di più i tempi di decisione di acquisto. Amazon Prime (la mia rovina!!) e Amazon Dash sono già scorciatoie vincenti, figuriamoci poter acquistare parlando direttamente con Alexa!

Ecco appunto che la propria voce, che per tempo è stata sostituita dalle dita della nostra mano, torna ad avere un ruolo fondamentale, anche in ambito tecnologico.

Personalmente questo nuovo approccio mi piace molto, finalmente la tecnologia ci sta semplificando la vita in molte situazioni e ci permette di pensare ad altre cose più importanti.
Quale sarà però il prezzo da pagare per questo “aiuto”?

Voi cosa ne pensate?

Grazie
Written by Antonio Baldinazzo